16Sep

Perché interconnettere tutte le Blockchain è l'ultimo passo per l'adozione di massa delle criptovalute

Il testo che segue è una traduzione dell'articolo "Why connecting all the Blockchains is the final step for mass adoption of Cryptocurrencies" pubblicato su Brave NewCoin

 

Sin dagli albori del Bitcoin, nel gennaio 2009, abbiamo assistito alla nascita di una moltitudine di blockchain in diverse aeree e in diversi mercati finanziari. Oggi possiamo contarne centinaia di pubbliche la cui capitalizzazione di mercato sommata è quasi di cento miliardi di dollari.

Lo scorso anno abbiamo assistito alla progressiva affermazione di token sostenuti da metalli preziosi, derivati, nuove classi di asset rappresentanti interi ecosistemi e persino fondi ETF relativi a token tramite i quali è possibile investire in diversi asset della blockchain. Tra questi ci sono le Initial Coin Offerings (ICOs) o vendite di token che stanno rapidamente accrescendo la propria popolarità. Il World Economic Forum è arrivato addirittura ad affermare che in dieci anni il 10 percento del PIL globale sarà depositato in blockchains. Per quello odierno significherebbe un ammontare di 7,8 trilioni di dollari.

Qui si crea una sfida: se come comunità continuiamo a non trovare un modo per connettere le blockchain, questi 7,8 trilioni di dollari verranno dispersi e diminuiranno il loro vero valore. Perciò qual è la soluzione? La soluzione l’abbiamo vista applicata in modo simile circa trent’anni fa:

Prima dell’invenzione del protocollo TCP/IP, Internet era anch’esso disperso in tante reti locali, le cosiddette Intranet. Garantivano una maggiore efficienza a livello locale rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali punto a punto (come ad esempio le lettere, i fax e le telefonate.) La vera svolta avvenne solo nel 1973, quando diverse reti Intranet capirono di poter usare una rete Intranet unificata per comunicare fra di loro, estendendo in tal modo la propria portata e diventando sempre più compatibili.   

Con la caduta al minimo necessario dei requisiti per entrare a far parte del cosiddetto Internet, divenne possibile aggiunge praticamente ogni Intranet, per quanto basiche o sofisticate le sue caratteristiche potessero essere.

L’adozione iniziale da parte degli utenti fu relativamente lenta, dato che i servizi offerti all’inizio erano limitati. Tuttavia ci fu un fattore fondamentale che alla fine velocizzò il processo. Gli stessi provider che già offrivano mail, FAX e servizi telefonici, poterono aggiungere alla loro offerta questi nuovi servizi Internet ottenendo così nuove fonti di guadagno.

L’adozione di questi servizi per gli utenti divenne semplice, dato che già da anni o decenni esisteva un rapporto di fiducia tra consumatori e fornitori di questi servizi. I precursori tracciarono il sentiero, tutti gli altri lo seguirono.

Oggigiorno Internet raggiunge ogni angolo del mondo e l’informazione che in passato era accessibile solo localmente, ora è accessibile ovunque, persino sulla luna. L’informazione è depositata in server sparsi in tutto il globo e la colonna vertebrale del sistema è formata dai routers. I fornitori dei servizi Internet (ISP) danno all’utente medio l’accesso ad una enorme mole di informazioni, aprendo linee di comunicazione tra i lori clienti e tra altri ISPs, altri servers e altri routers.

Una volta che l’utente comune accede ad Internet tramite il suo o la sua linea di comunicazione con l’ISP per ottenere da esso informazioni, non ha più bisogno di preoccuparsi su come quella specifica informazione sia stata ottenuta. Tutto ciò che deve fare è inserire la destinazione dalla quale vuole ottenere le informazioni (URL). L’ISP, con il quale si ha il canale di comunicazione, a sua volta non sa precisamente il “tragitto” per la destinazione. In ogni caso, tramite il protocollo TCP/IP, la richiesta viene trasportata da una linea di comunicazione all’altra usando routers, servers o ISPs, che a loro volta o vengono a conoscenza della destinazione o continuano il processo.

Il punto fondamentale è questo: nessuno deve conoscere l’intero percorso. Tutto ciò che viene fatto è fidarsi del protocollo TCP/IP, che ha l’incarico di spostare pacchetti dall’host sorgente all’host destinazione basandosi unicamente sugli indirizzi IP contenuti nelle intestazioni dei pacchetti. La sua funzione di avviamento permette l’internetworking, e essenzialmente fonda Internet.

Come si traduce tutto ciò nell’interconnettere le blockchain? Potrebbe esistere un modo di connettere letteralmente le blockchain, senza crearne una nuova più grande come alcune aziende hanno suggerito. Creare una nuova blockchain sarebbe come creare una nuova grande Intranet, della quale tutte le altre Intranet dovrebbero fidarsi. Sarebbe veramente difficile convincerle tutte. Sarebbe certamente più semplice lasciare ognuno sulla sua blockchain/Intranet e semplicemente connetterle.

Con questo in mente, io suggerii una “Cryptographically-secure Off-chain Multi-asset Instant Transaction network” (COMIT) alla fine del 2016 e scrissi un white paper a riguardo: www.comit.network.

A cosa assomiglia una rete del genere? Esattamente come nel caso di Internet abbiamo bisogno di una spina dorsale stabile ed affidabile. Secondo noi, ogni grande blockchain riesce a fornire ciò. Potrebbe essere una qualsiasi blockchain, dato che, esattamente come su Internet, verranno connesse diverse modalità (ad esempio: l’Internet degli albori non aveva previsto i servizi delle applicazioni di messaggistica mobile, ma alla fine questi sono stati implementati senza alcun problema.) Accadrebbe lo stesso per il COMIT, dove ogni nuova blockchain sarebbe connessa ad un’altra già esistente tramite l’uso del COMIT Routing Protocol (CRP).

Un utente oggi, che utilizza le criptovalute, deve aspettare minuti se non ore prima che una transazione venga accettata dalla sua controparte. Con l’adozione dei canali di pagamento, come ad esempio il Lighting Network, Raiden o molto altri, questi utenti possono trasferire asset istantaneamente dalla persona A alla persona B. Se la persona B apre poi un canale di pagamento ad una terza persona C, la persona A può anche trasferire gli asset alla persona C, tramite la B, istantaneamente, purché la persona B disponga di sufficiente liquidità. In teoria ci possono essere infinite catene di partecipanti fra la persona A e la C, purché tutti forniscano sufficiente liquidità. A propria volta, queste transazioni sono immediate senza che la persona A abbia bisogno di sapere quale strada l’asset abbia fatto per arrivare alla persona C. Ci si può fidare di questo sistema perché il protocollo di routing ne garantisce la correttezza, e in più i canali di pagamento crittografici sicuri, che verranno descritti nei prossimi capitoli, ne garantiscono la perfetta funzionalità.

Ciò che otteniamo sono dei pagamenti istantanei sicuri crittograficamente fuori dalla blockchain, che possono anche essere trasferiti da un asset all’altro tramite hashed time-lock contracts (anch’essi descritti nel prossimo capitolo.) Per fare in modo che questa rete abbia sufficiente liquidità (nell’esempio precedente la persona B necessita di fornire sufficiente liquidità per abilitare la transazione tra la persona A e la C), dobbiamo introdurre il concetto di Fornitori di liquidità (LPs.) Gli LPs possono essere visti o intesi come fulcri o nodi della rete COMIT, che creano linee di pagamento agli utenti, ad altre LPs e ad imprese. Sono una parte fondamentale nella rete COMIT. Esattamente ciò che i server, gli ISPs e i routers sono per Internet.

L’adozione di questo sistema potrebbe avvenire senza interruzioni, velocemente e porterebbe grandi benefici a tutti i partecipanti, esattamente come nel caso di Internet. Alcuni dei benefici della rete COMIT sono:

  • Infrastruttura open source

  • Pagamenti istantanei, economici e senza attriti per gli utenti di tutto il mondo.

  • Una rete di transazioni globale che non necessita di fiducia ed è crittograficamente sicura.

  • Incredibili nuove opportunità d’affari per aziende.

  • Nuove forme di guadagno ricorrente per banche e altri fornitori di liquidità.

Abbiamo già controllato e più del 95% di tutte le blockchain (specialmente quelle più grandi) possono essere connesse. Nel prossimo articolo discuterò dettagliatamente quali sono i tre requisiti fondamentali per far funzionare un sistema del genere e come appare da un punto di vista tecnico. Con la rete COMIT la nostra visione per il mondo inizia a sembrare reale: inviare denaro tanto economicamente e facilmente quanto inviare un messaggio Whatsapp.

 

Traduzione di Matteo Utzeri

 

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