10Feb

Su Twitter non cala l'attenzione verso le fake news. E tra Minniti e Zuckerberg nasce un file rouge

Qualcuno parlerebbe di metafakenews per definire l’anomalo fenomeno che ha caratterizzato il chiacchiericcio 2.0 in materia di notizie bufala nel primo mese del nuovo anno. A una lettura più attenta, corroborata dall’oggettività dei dati, emerge difatti quanto il grande pubblico dei social si interroghi e si confronti in materia fakenews soprattutto in rapporto alle maggiori falle del sistema d’informazione internazionale e alla sue connessioni con la politica.

#Berlusconi

Il primo uomo di Forza Italia torna a far parlare di sé. A sorpresa, però, non per il suo ennesimo ritorno all’agone politico, quanto per la smentita da parte della Procura di Milano della notizia circolata a dicembre della possibile apertura di un’indagine sulla vendita del Milan. ll procuratore capo della Repubblica di Milano Francesco Greco ha spiegato come sulla vendita del Milan all’imprenditore cinese Yonghong Li «al momento non esiste alcun fascicolo». Gli affezionati al social del cinguettio non hanno ovviamente voluto chiudere un occhio sulla vicenda e, a più riprese, hanno sentenziato sull’assenza di imparzialità dell’universo dei media.

#OttoeMezzo e #Gabanelli

Discorso analogo anche in merito all’hashtag #OttoeMezzo. La parola chiave, con cui gli utenti si sono confrontati sulla puntata del 22 gennaio della trasmissione di La7, ha sintetizzato il sentiment della rete circa le dichiarazioni della Gabanelli la quale, incalzata da Lili Gruber, non ha fatto mistero delle ragioni che l’ hanno condotta al divorzio da mamma Rai. Il lungo confronto tra la giornalista e il volto storico della televisione nazionale ha lasciato emergere i rapporti della prima con il mondo politico, puntando soprattutto sulla mediocrità della nostra attuale classe dirigente e sulla contaminazione fin troppo evidente tra rappresentanti istituzionali e mezzi di informazione.

#Facebook

Alla logica dell’auto giudizio operata dagli utenti dei social non è sfuggito nemmeno Mark Zuckerberg. Il papà di Facebook, nella settimana precedente al 20 gennaio, aveva annunciato che la sua creatura avrebbe iniziato a operare una forma di prelazione con cui dare priorità alle pagine ritenute maggiormente affidabili nella sezione Notizie (“News Feed”), l’home page del social network. La misura di prevenzione, pensata per arginare il crescente dilagare delle notizie bufala, ha sollevato solo un timido entusiasmo tra la stragrande maggioranza degli utenti. Viceversa, i maggiori account di informazione e influencer provenienti dal mondo della politica e dello spettacolo hanno accolto la notizia con evidente entusiasmo.

#Minniti

La necessità di provvedimenti normativi capaci di arginare la diffusione delle fakenews è stata riprovata anche dalle istituzioni nazionali. Il Ministro dell’Interno Minniti ha difatti annunciato una task force in sinergia con la Polizia di Stato al fine di intervenire a gamba tesa sulla questione delle notizie bufala. L’iniziativa, in cui i cittadini potranno segnalare alla Polizia le notizie che ritengono infondate, permettendo così che il corpo di difesa intervenga a propria discrezione, ha suscitato reazioni tendenzialmente univoche: gli utenti non ci stanno alla possibilità che si apra uno scenario distopico da Big Brother e la verità venga sancita dall’alto.

24Jan

Continente che vai, fake news che trovi. Se la presidenza di Trump continua a regalare quotidiani colpi di scena, la nostrana corsa alle politiche di marzo sta accendendo non pochi focolai sull’ormai pubblica questione delle notizie costruite ad arte. Sui social è stato subito scontro sul rincaro per i #sacchettibiodegradabili voluto dal governo di maggioranza #Pd e per le scelte amministrative del #M5S a #Roma.

Dai sacchetti biodegradabili ai rifiuti, dalla Siria all’UE: viaggio nelle prime fake news percepite del 2018

20Sep

Non più solo Trump: l’attualità al centro delle Fake News

08Aug

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