23Sep
via Flickr - Backbone Campaign, CC 2.0

Defund police, anatomia di uno slogan nato con la morte di George Floyd

Il 7 giugno 2020 la città di Minneapolis annuncia di voler smantellare il proprio corpo di polizia. Sui social esplode un hashtag: #DefundThePolice. È uno slogan lanciato dai manifestanti scesi in piazza dopo la morte di George Floyd, l’afroamericano rimasto ucciso durante l’arresto nella metropoli del Minnesota. La sua morte ha riportato l’attenzione sulla gestione dell’ordine pubblico negli Stati Uniti, le cui polizie sono state spesso accusate di abuso della forza e violenze, in particolare contro la popolazione nera. 

I dati di Google Trends danno un’idea dell’interesse che il tema ha suscitato in tutti gli Stati Uniti. Il giorno dell’annuncio da parte del consiglio comunale di Minneapolis sullo scioglimento del corpo di polizia cittadino, la query in lingua inglese “defund police” ha subito un boom di ricerche in tutti gli stati dell’unione. 

L’aumento maggiore di ricerche avviene tra il 17 maggio e il 5 luglio 2020. Comincia con la notizia della morte di George Floyd e raggiunge il suo culmine tra il sette e l’otto giugno, a cavallo dell’annuncio di smobilitazione della polizia di Minneapolis. L’impennata di interesse di giugno non è un caso isolato.

Osservando i dati Google dell’ultimo mese, è interessante rilevare la distribuzione delle ricerche per stato. Come mostra la visualizzazione grafica, negli ultimi 30 giorni la query “defund police” è stata maggiormente ricercata nel mid e nel south-east americano. Gli stati dove il termine è stato cercato di più sono l’Arkansas, il Missouri e l’Oregon. Con l’eccezione dello stato di Washington, dove il termine ha riscontrato un interesse rilevante, la query “defund police” sembra essere stata meno utilizzata negli stati della west coast rispetto alla macroarea orientale degli Stati Uniti. 

Anche su Twitter i post che gravitano intorno al tema del definanziamento delle forze dell’ordine continuano a suscitare un certo interesse. Un modo per evidenziarlo attraverso i dati è il tasso di reaction giornaliere, cioè il numero di like e retweet generato da post con un determinato hashtag. Un campione di più di 400 mila tweet sul tema raccolti da Catchy, tramite le Api di Twitter, mostra come quest’ultimo sia ancora molto dibattuto sul social californiano. Infatti, osservando il grafico delle reaction quotidiane che i tweet con hashtag #defundpolice hanno ricevuto nel corso delle ultime due settimane, è interessante notare come queste ultime siano ancora molto alte.

Oltre il picco di inizio mese, le reaction quotidiane risalgono intorno all’undici settembre, il giorno della commemorazione dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001. In occasione della commemorazione a Ground Zero, la governatrice del New Jersey Sheila Oliver, con voce rotta dal pianto in ricordo dei caduti, ha manifestato il suo appoggio alle forze dell’ordine dicendo che “non saranno mai definanziate”. È curioso notare come, nel giorno in cui l’America piange la morte di quasi tremila persone (e tra queste, centinaia di poliziotti) su twitter i post con hashtag #defundpolice abbiano un picco di reazioni. Segno forse che, a quasi quattro mesi di distanza, la lacerazione riaperta dopo la morte di George Floyd non si rimarginata, e che il dell’ordine pubblico in America rimane ancora attuale.

Foto copertina via Flickr - Backbone Campaign, CC 2.0