10Sep

#Venezia75, l’edizione che premia la denuncia di Acusada e lo stile di Lady Gaga

Il festival del cinema di Venezia, dopo dieci giorni di intrattenimento, moda e spettacolo, saluta i suoi tantissimi appassionati. Forte del massiccio seguito in rete, la 75esima edizione della Mostra ha confermato l’interesse degli utenti per le pellicole d’autore e i giovani volti femminili.

 

Calato il sipario sulla 75esima Mostra del Cinema di Venezia è tempo di bilanci. L’appuntamento veneziano con la settima arte ha ampiamente interessato l’opinione pubblica. A confermarlo è l’analisi compiuta da Catchy nei giorni compresi tra il 29 agosto e il 9 settembre. Nei dieci giorni di monitoraggio della piattaforma di Twitter, l’hashtag #Venezia75 è stato usato  130.562 volte, seguito a ruota dalle altre due keyword simbolo - emerse spontaneamente dalla rete - #VeniceFilmFestival a quota 50.200 e #BiennaleCinema2018 a 35.632.

A scapito delle tante voci che si sono levate alla fine della rassegna attorno al nome del colosso dell'intrattenimento Netflix, il quale renderà disponibile il film "Roma" vincitore del Leone d’oro solo agli abbonati, il popolo di Twitter ha lasciato spazio esclusivamente alle tematiche connaturate all’evento. Cinefilia pura, con l’hashtag #Acusada al vertice dell’interesse degli utenti nella giornata del 3 settembre forte di 888 post totali. L’opera seconda del trentasettenne argentino Gonzalo Tobal ha letteralmente incantato il pubblico grazie alla scelta di una trama di assoluta attualità: la duplice pressione di una giovane donna costretta alla trafila giudiziaria per un’accusa di omicidio e una sempre più logorate attenzione mediatica.

Ugualmente lusinghieri anche i rimandi alla pellicola #Astarisborn - opera prima del regista Bradley Cooper che, con oltre 50 mila rimandi tra parole e hashtag, ha condensato il genere drammatico e quello sentimentale - e #Suspiria - l’hashtag utilizzato 17893 volte e simbolo della rivisitazione del classico horror di Dario Argento ad opera del talentuoso Luca Guadagnigno. Fuori dal podio il vincitore Roma - l’opera di denuncia sociale del cineasta messicano Alfonso Cuaron.

Nonostante le polemiche sorte alla vigilia dell’apertura della kermesse sull’ennesima edizione carente di quote rosa nelle fila dei cineasti partecipanti, è totalmente al femminile la rosa dei tre nomi più amati dal pubblico di #Venezia75. #Dakotajohnson, l’attrice divenuta nota al grande pubblico per il suo ruolo da protagonista nella riproposizione cinematografica della trilogia cult “50 Sfumature”, ha strizzato l’occhio anche ai più scettici, vestendo i panni della giovane ballerina americana Susie Bannion nel remake horror di Luca Guadagnino e si è aggiudicata la medaglia di bronzo. Serrato, invece, il testa a testa per l’argento e l’oro in ordine di menzione tra Lady Gaga e Lalie Esposito. Quest’ultima, volto principale del film rivelazione #Acusada, è riuscita ad accaparrarsi una consistente fetta di celebrità anche tra gli utenti di Twitter: 29.500 tra hashtag e mention hanno consacrato il suo nome nell’Olimpo delle attrici più talentuose del panorama artistico internazionale e le hanno consegnato un meritatissimo oro. Secondo posto per la signorina Angelina Germanotta, nome di battesimo della protagonista di "A star is a born".

Complice l’arrivo al Lido di Venezia da vera star del cinema anni ‘50, e lo spettacolare abito di Valentino Couture con cui ha calcato il red carpet al fianco di Bradley Cooper, Lady Gaga è stata però l’unica star a non far parlare di sé solo per il suo neo ruolo da interprete cinematografica. Osservando i dati emerge difatti quanto la sua partecipazione abbia fatto rima anche con commenti di moda e stile. Tanto che gli utenti di Twitter, nel commento alla sua presenza alla Mostra, non hanno mancato di accogliere con entusiasmo il suo ruolo da protagonista nella pellicola che nel 1976 valse un Oscar alla divina Barbra Streisand, senza però dimenticare la felicissima scelta dell’outfit firmato da una delle più importanti maison nostrane. L’Italianità delle origini della star del pop mondiale pare quindi aver fatto da traino all’italianità del suo vestito, unico veicolo che ha portato l’aspetto esteriore del festival tra gli argomenti più sottolineati dagli utenti. Fatto che conferma, per contro, come la biennale del Lido riesca a mantenere come protagoniste le pellicole e a generare così spettacolo attorno al cinema e non viceversa. Anche per questa edizione ormai conclusa, quindi, spazio allo stile, pura cornice per la centralità del cinema e dei suoi tanti volti.